Ci sono gli argentini e gli australiani, forse i più curiosi e i più interessati alle bellezze architettoniche e ai monumenti del centro storico.
Ci sono gli spagnoli, che hanno paragonato Prato a Girona (la città d’origine dell’allenatrice iberica) parlandone in termini entusiastici.
E ci sarebbero circa 350 persone (includendo nel conteggio sia gli atleti che gli accompagnatori, oltre ai giudici) che ormai da tre giorni pernottano sul territorio provinciale. Un bel risultato diretto e come investimento futuro.
Sono solo alcune delle curiosità extra-sportive della “World Cup Figures” che si sta svolgendo al palasport di Maliseti.
Alla vigilia dell’evento, considerando il numero degli atleti e la composizione delle delegazioni, una delle domande più ricorrenti da parte di curiosi ed addetti ai lavori riguardava proprio il pernottamento: tutti i protagonisti dei Mondiali avrebbero trovato posto sul territorio oppure sarebbe stato necessario chiedere “aiuto” a Firenze?
Alla fine, anche attingendo alla disponibilità delle strutture extra-alberghiere, (bed & breakfast in primis) tutti gli agonisti e i loro accompagnatori sono rimasti entro i confini provinciali.
Tutti alloggiano nel capoluogo, fra Maliseti, il centro e San Giusto (per citare le zone più “frequentate”) ad eccezione dell’Argentina e dell’Italia, i cui esponenti hanno trovato posto a Montemurlo.
“Non so se dipenda esclusivamente dai Mondiali, ma penso che da Pistoia a Calenzano non sia rimasta nemmeno una camera libera in questi giorni – ha scherzato Cocchi – poi dipende dalle singole delegazioni: so ad esempio che quella americana si tratterrà ulteriormente dopo la fine delle gare perché i componenti hanno espresso il desiderio di visitare la Toscana. Altre, come la delegazione argentina, torneranno a casa subito”.
Proprio i sudamericani si sono segnalati fra i più curiosi: hanno visitato il Castello dell’Imperatore ed avrebbero apprezzato particolarmente Piazza delle Carceri. Pattinatori ed accompagnatori dell’Australia sono invece rimasti colpiti maggiormente dalla statua di Francesco Datini e da Piazza del Comune, con le immancabili foto-ricordo postate sui social a documentare il tutto.
“Nel depliant che abbiamo consegnato a tutti i partecipanti, avevamo indicato loro i monumenti principali anche per stimolarne la curiosità ed invogliarli a visitare la città – ha concluso Cocchi – abbiamo anche illustrato loro i piatti tipici della cucina pratese, nel medesimo “libretto”. E’ probabile che più di qualcuno, spinto dalla curiosità, si sia lasciato convincere anche sotto quest’ultimo aspetto”.
Giovanni Fiorentino
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