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Locomotiva del Sud, certamente. Ma determinante anche nella crescita del Prodotto interno lordo (Pil) italiano. La Puglia, insomma, ha messo sul piatto del Governo numerosi argomenti – oltre all’appeal e alla fama di una meta conosciuta a livello mondiale – perché fosse scelta quale sede del prossimo G7 di giugno.

I dati

Negli ultimi quattro anni – come la Campania ha fatto per l’export – la nostra regione ha infatti registrato un record di crescita del Pil rispetto ai Paesi del G7. Considerata la crescita in termini reali, cioè depurata dell’inflazione, dal 2020 al 2023 – rispetto all’anno 2019 antecedente la pandemia – l’Italia ha registrato un +3,5%, con un risultato molto migliore dei agli componenti europei del G7 e la Puglia ha fatto la sua parte.

Nello stesso periodo di tempo, infatti, è cresciuta del 5,8%, davanti alla Lombardia (+5,6%), all’Emilia-Romagna (+4,7%), a Bolzano e Trento (entrambe +4,2%), al Friuli-Venezia Giulia (+4,1%), al Veneto (+3,8%), alla Basilicata (+3,7%), alla Campania (+2,8%) e alla Sicilia (+2,7%). Stime realizzate dalla società italiana di consulenza economica Prometeia, ma che nelle scorse settimane sono state anticipate anche dalla Svimez in un report dedicato alle economie regionali e nel quale si esaltava l’effetto benefico sul Pil e sul debito che le politiche espansionistiche portate avanti dai governi che si sono succeduti hanno avuto sull’economia del Paese e della Puglia in particolare.

L’analisi

L’economista Marco Fortis ha evidenziato anche come, oltre alla Puglia, “anche tutte le altre regioni del Mezzogiorno sono cresciute di più della Spagna, che è stata la seconda grande economia europea dopo l’Italia a sperimentare il più forte progresso del Pil nel periodo considerato. La ripresa post pandemia dell’Italia ha dunque visto un apporto corale di molte nostre regioni, tra cui numerose regioni del Mezzogiorno”.

Dopo lo stop causato dal Covid, la Puglia si è risollevata e in appena due anni, 2021 e 2022, è cresciuta del 5,2% rispetto al 2019, grazie al valore aggiunto dei servizi (+5,1%), dell’industria (+3%) e dal boom delle costruzioni (+28,8%), cui ha certamente contribuito il pacchetto di incentivi varato dai governi, dal bonus facciate al Superbonus. Il Pil della Puglia, secondo le stime di Prometeia, è cresciuto di un altro 0,6% nel 2023.

Anche l’export dall’Italia ha conosciuto un nuovo, forte slancio, aumentando in valore del 30,4% e portando il nostro Paese al secondo posto nel G7, secondo soltanto al Canada (+31,8%, sempre in euro). Il Belpaese è diventato così il quinto esportatore mondiale, dopo aver superato la Corea del Sud, dietro a Cina, Stati Uniti, Germania e Giappone. E anche in questo frangente il contributo del Mezzogiorno è stato più che significativo, giacché quest’area del Paese ha visto un’impennata dell’export del 37,1%, superiore alla media italiana e ai risultati raggiunti da tutti gli altri Paesi del G7.

Prima in assoluto la Campania, con un export di 22,2 miliardi di euro nel periodo 2020-2023. Resta l’agroalimentare il settore trainante per l’export del Mezzogiorno (9,1 miliardi di euro nel 2023), insieme ai prodotti della raffinazione petrolifera (14,8 miliardi), alla farmaceutica (8,3 miliardi cui contribuiscono, nell’ordine, Campania, Abruzzo e Puglia) e di mezzi di trasporto per 11,8 miliardi, con contributi importanti di Abruzzo, Campania, Basilicata e, ancora una volta, Puglia.



 

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