Utilizza la funzionalità di ricerca interna #finsubito.

Agevolazioni - Finanziamenti - Ricerca immobili

Puoi trovare una risposta alle tue domande.

 

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito
#finsubito news video
#finsubitoaste
01_post_Lazio
Abruzzo
Agevolazioni
Agevolazioni #finsubito
Alghero aste
Cagliari aste
Chieti
Emilia Romagna aste
Firenze aste
Italia aste
L'Aquila
Lazio aste
Lombardia aste
News aste
Olbia aste
Post dalla rete
Roma aste
Sardegna aste
Sassari aste
Toscana aste
Zes agevolazioni
   


Pochi, pochissimi e per qualcuno zero soldi per i danni da cambiamento climatico in Romagna. Eppure si è abbattuto  un evento climatico senza precedenti nella storia. L’alluvione ha registrato un’intensità mai vista. Parole dei climatologi.  Sul terreno restano  grossi danni all’agricoltura. Il settore più colpito. Eppure solo pochi centesimi sono arrivati alle aziende agricole romagnole in attesa dei tanto promessi ristori per compensare le perdite, resistere e avviare gli investimenti nei campi distrutti dall’acqua, ma pure dal tornado del luglio successivo che ha fatto volare tanti capannoni per aria. Lo sfogo con acclusa richiesta di aiuto è firmata da Annamaria Minguzzi di Alfonsine, una nota imprenditrice agricola romagnola. 

I numeri degli eventi estremi

Per capire il fenomeno riportiamo alcuni numeri degli eventi estremi romagnoli: 23 fiumi esondati in contemporanea, per un volume di esondazione stimato in circa 350 milioni di metri cubi, allagamenti in pianura su circa 540 chilometri quadrati e ben 65.598 frane. Eppure si sa poco di quello che si sta facendo in concreto per sostenere  l’agricoltura messa in ginocchio come racconta a myfruit.it Anna Maria Minguzzi.

L’imprenditrice parte dalle perdite di prodotto. “Gli ultimi eventi climatici hanno portato alla perdita dell’ 80% delle drupacee e del 90% delle pere. L’alluvione di maggio è  l’evento più conosciuto dove alla perdita dei frutti si è associata la distruzione degli impianti e i danni ai terreni. Meno mediatico ma non meno gravoso per i bilanci aziendali il tornado del 2 luglio che ha interessato 40 chilometri  quadrati della provincia di Ravenna. Nel cuore della della frutticoltura nazionale. E’ stato l’evento più catastrofico: ha portato via centinaia e centinaia di capannoni. Strutture anche nuove, spesso con il fotovoltaico sui tetti. Sono caduti anche i frutti, crollate le piante, i pali si sono piegati. Un territorio veramente devastato”. Senza dimenticare i danni creati dalle gelate.

Tanti danni, pochi aiuti

A fronte di questi danni cosa è successo? “Si sono mossi sia lo Stato che la Regione Emilia Romagna. L’abbiamo visti, ma aspettiamo ancora i soldi promessi.
Le domande che abbiamo presentato per il risarcimento del tornado devono essere ancora visionate. Eppure gli impianti da ricostruire sono quelli che devono assicurare la produzione necessaria per avere i soldi con qui pagare i mutui e i finanziamenti già attivati prima di questi eventi climatici”.

Iniziamo dallo Stato che ha nominato il generale Figliuolo, grande polemiche politiche ai tempi per non aver nominato come per il sisma il presidente della Regione, che quindi ha i cordoni della borsa più grande. Anche oggi in una manifestazione a Cesena il presidente Bonaccini ha ricordato i “9 miliardi di danni”. Numeri importanti.

Sul fronte governativo attraverso il commissario  Minguzzi sottolinea: “Ci sono due ordinanze, la 11 e la 14 dedicate una alle attività produttive e l’altra ai privati. Ma fanno ancora delle modifiche quindi non c’è ancora niente di certo. Io, per esempio faccio anche perizie perché agronomo, e in questo frangente visto che c’è necessità sono disponibile. Ma non mi sono ancora mossa perché non so ancora che cosa andare ad asseverare”. Per essere più chiari: “Sembrava che non fossero da inserire i costi aziendali, per esempio la manodopera, ora si può rendicontare”. Chiaramente siamo ancora ai primi passi.

Agricat: ci sono le graduatorie, mancano le date

Un altro  capitolo riguarda i finanziamenti a fondo perduto, quelli riferiti all’Agricat, un fondo di solidarietà che va ad aiutare l’agricoltore che ha avuto la produzione distrutta. Come si legge nel sito del ministero dell’Agricoltura: “Dal 2023 l’introduzione nel sistema di gestione del rischio in agricoltura di una copertura mutualistica di base, estesa a tutte le aziende agricole percettrici di pagamenti diretti, contro i danni alle produzioni agricole causati da eventi atmosferici di natura catastrofale (gelo e brina, siccità, alluvione)”.

Come sta andando? “Le domande sono state compilate e poi presentate dalle associazioni, quindi Coldiretti piuttosto che Cia oppure Unione agricoltori. La richiesta è in base agli ettari di ogni singola azienda agricola. Ancora non c’è nulla. Pratiche di circa 60 giorni fa e questa situazion0 fa imbufalire gli agricoltori ovvero  ci sono gli elenchi con il nome delle aziende e gli importi che dovranno ricevere, ma senza una data certa. Un finanziamento gestito da Ismea, ma mancano le  risposte alle richiese dei nostri funzionari sui termini”.

Crescono i debiti

Intanto le aziende si sono indebitate. “Non hanno rispettato le scadenze dei mutui, non hanno rispettato le scadenze dei pagamenti delle fatture. L’unica cosa che devono cercare di rispettare è il pagamento degli stipendi. In questo momento le aziende agricole stanno anticipando tutte le spese per la produzione del 2024. Aziende come le nostre hanno più di 100 collaboratori, a fine mese sono 100 stipendi”.

Insomma, non avete preso niente? “Solo un piccolo importo. Ma non basta. Dobbiamo avere risposte anche sulle risorse del Psr gestito dalla Regione. Io agricoltore devo sapere se il mio impianto lo posso ricostruire? Oggi dovrei comprare le piante, dovrei comprare i pali, dovrei comprare tutto quello che serve, ma la risposta non può arrivare a novembre”. Serve tempo per organizzarsi.

Ma l’ordinanza Figliuolo? “Ci sono aziende agricole in collina che non esistono più perché sono crollate. Uno non si trova più il terreno, magari è finito su quello del vicino. Quindi c’è tutta la ricostruzione fondiaria e serve l’ordinanza. Ma si sta ancora preparando”. Abbiamo controllato. Il 22 marzo scorso l’Ansa scrive: “Le richieste provenienti dai territori alluvionati dell’Emilia Romagna sono state accolte, saranno inserite in una prossima ordinanza che va a integrare le ordinanze precedenti e che uscirà dopo Pasqua”.

Ma manca pure la struttura: “Resta il problema del reclutamento di personale: su 216 possibili assunzioni a termine, ne sono state fatte solo una quarantina fra tecnici e funzionari. Faremo un po’ una sintesi per proporre forme diverse da quella dello scorrimento della graduatoria”. Parole di  Figliuolo che poco rincuorano. Anche perché la gran parte delle risorse sono in mano allo Stato. E non arrivano nei territori come hanno denunciato a gennaio le cooperative di Ravenna. Con il paradosso che sono arrivati prima i soldi del ministero del turismo, per gli agriturismi, che quelli dell’Agricoltura.

(Visited 18 times, 18 visits today)

La legge sul diritto d’autore art. 70 consente l’utilizzazione libera del materiale laddove ricorrano determinate condizioni:  la citazione o riproduzione di brani o parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi qualora siano effettuati per uso di critica, discussione, insegnamento o ricerca scientifica entro i limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera citata o riprodotta.

 

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link

Informativa sui diritti di autore

La legge sul diritto d’autore art. 70 consente l’utilizzazione libera del materiale laddove ricorrano determinate condizioni:  la citazione o riproduzione di brani o parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi qualora siano effettuati per uso di critica, discussione, insegnamento o ricerca scientifica entro i limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera citata o riprodotta.

Vuoi richiedere la rimozione dell’articolo?

Clicca qui

 

 

 

Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui

La rete #dessonews è un aggregatore di news e replica gli articoli senza fini di lucro ma con finalità di critica, discussione od insegnamento,

come previsto dall’art. 70 legge sul diritto d’autore e art. 41 della costituzione Italiana. Al termine di ciascun articolo è indicata la provenienza dell’articolo.

Il presente sito contiene link ad altri siti Internet, che non sono sotto il controllo di #adessonews; la pubblicazione dei suddetti link sul presente sito non comporta l’approvazione o l’avallo da parte di #adessonews dei relativi siti e dei loro contenuti; né implica alcuna forma di garanzia da parte di quest’ultima.

L’utente, quindi, riconosce che #adessonews non è responsabile, a titolo meramente esemplificativo, della veridicità, correttezza, completezza, del rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e/o industriale, della legalità e/o di alcun altro aspetto dei suddetti siti Internet, né risponde della loro eventuale contrarietà all’ordine pubblico, al buon costume e/o comunque alla morale. #adessonews, pertanto, non si assume alcuna responsabilità per i link ad altri siti Internet e/o per i contenuti presenti sul sito e/o nei suddetti siti.

Per richiedere la rimozione dell’articolo clicca qui